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Pasqua in Corsica
Si parte... dopo una breve consultazione con Maurizio abbiamo deciso, SI VA IN CORSICA.
L’indomani mattina il viaggio era già pianificato e i biglietti del traghetto erano già in nostro possesso.
Dopo una nottata insonne per l’emozione che solo un viaggio in moto può regalare, siamo in moto alla volta della Corsica. Partenza di buon mattino per arrivare al porto di Santa Teresa in tempo utile
all’imbarco e dopo circa un ora di navigazione eccoci finalmente in terra straniera.
Eravamo in un brodo di giuggiole, accese le moto siamo scesi dal traghetto, e ci siamo incamminati su per la salita che porta fuori dal porto di Bonifacio. Pur essendo vicinissima alla nostra amata Sardegna, ci sembrava di essere lontani da casa, forse per la segnaletica forse per l’emozione del viaggio, eravamo davvero gasati.
Tralasciata l’emozione iniziale, siamo partiti alla volta della costa e dell’entroterra Corso. Devo dire che faceva un discreto freddo ma tutto sommato siamo stati fortunati in quanto non abbiamo preso acqua. La strada
costiera è molto bella e ben disegnata ma ci siamo resi subito conto che l’asfalto non è dei migliori, grana grossa che a sensazione non ha molto
grip e comunque niente a che vedere con le nostre strade.
Dopo svariati km. e poche soste passando da Sartene Propriano siamo arrivati ad Ajaccio, bellissima città che però non sposava con la nostra mission, chilometri chilometri paesaggi e strade poco trafficate. Fatta questa valutazione abbiamo deciso di proseguire alla volta di Cargese dove è sito un bellissimo alberghetto “Spelunca” gestito da due anziani molto simpatici e cortesi, ma soprattutto aveva il garage chiuso per ricoverare le nostre allora nuove kawa 750. Spettacolo in una sola giornata ci siamo sparati una marea di km.
L’indomani il programma prevedeva il passaggio alle "Calanche" strada meravigliosa ai piedi di una montagna dalla roccia rossa siamo rimasti a bocca aperta bellissimo tratto nel parco se non ricordo male della Girolata o di Scandola. L’unico neo della Corsica è che c’e molto
traffico e i corsi guidano come se fosse sempre una tappa del mondiale rally.
Passate le calanche ci siamo decisi a salire in montagna fino alla cima del monte più alto della Corsica il Monte Rotondo per poi arrivare a Corte e a Bonifacio. Arrivati a Bonifacio ci siamo guardati in faccia soddisfatti della bella esperienza in terra francese, ma non era finita dovevamo percorrere ancora qualche centinaio di km in terra sarda per arrivare a
casa e qui mi devo rimangiare il c’era andata bene non abbiamo preso acqua.
Arrivati a S. Teresa il cielo era un pò scuro ma ci siamo detti "dai che ci va bene tiriamo un po’ e lasciamoci dietro
l’acqua", ma ancora non avevamo visto niente, il diluvio universale tanta acqua in un viaggio in moto non si era mai
vista e al periodo eravamo tipi da quasi 10.000 15.000 km all’anno, inesorabile ci ha seguito e inzuppato fino al garage.
Se poi tutta quell'acqua la si prende viaggiando di notte, vi lascio
pensare che razza di viaggio di ritorno abbiamo fatto...al limite
della tragedia!!!
Nonostante il finale veramente da incubo basti pensare che, per arrivare dal porto a casa, in genere ci si mette un’ora e mezza andando tranquilli e noi ne abbiamo impiegato quattro, ancora ci ricordiamo spesso di quella esperienza breve ma molto intensa e ci diciamo sempre che quando uno ha la passione per i viaggi e per le moto non c’è inverno che tenga, bisogna decidere e partire senza pensarci.
Marco |